Per rischio neve e gelate si intende l’insieme delle situazioni di criticità originate da fenomeni di rilevante abbassamento della temperatura e/o innevamento che possono compromettere i beni, l’ambiente ed il regolare svolgimento delle attività che interessano l’uomo.
Risulta pertanto necessario, ai sensi del Dlgs 1/2018 Codice della Protezione Civile, adottare misure volte alla prevenzione (anche non strutturale, art.4 Dlsg.1/2018), alla mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento.
Di seguito si riportano i due principali indicatori per la valutazione della pericolosità da neve:
1. l’accumulo medio di neve fresca prevista al suolo in cm nell’arco di 24 ore, classificabile secondo le seguenti corrispondenze:
- nevicate deboli con accumuli al suolo fino a 5 cm;
- nevicate moderate con accumuli al suolo da 5cm fino a 20 cm;
-nevicate abbondanti con accumuli al suolo superiori ai 20 cm.
2. La quota neve, indicata come quota s.l.m. al di sopra della quale la precipitazione raggiunge il suolo in forma di neve e non di pioggia.
La fascia di altitudine del territorio interessato dall’accumulo di neve fresca al suolo, appartiene ad una delle seguenti tre classi:
- pianura: quota inferiore a 200 m.
- collina: quota compresa tra 200 e 800 m.
- montagna: quota superiore a 800 m.
Per approfondimenti contattateci all'indirizzo email: sge@sge-partners.it o al numero unico 02 82197 646.